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Come i libri che parlano di città cambiano il nostro modo di guardare una meta

  • Immagine del redattore: Leggere e Viaggiare
    Leggere e Viaggiare
  • 8 mar
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 6 giorni fa

Prima di partire per un viaggio alla scoperta di una nuova meta avete due opzioni davanti a voi: potreste decidere di lasciarvi sorprendere senza "spoilerarvi" nulla (e non ci sentiamo di giudicarvi!) oppure, in alternativa, affidarvi a dei libri che parlano di città capaci di farvi immergere come si deve nell'atmosfera del luogo. Noi di Leggere e Viaggiare siamo ben consapevoli di quanto la lettura sia un elemento fondamentale di formazione per gli studenti e le studentesse che decidono di partire insieme a noi, e anche per questo motivo abbiamo pensato che fosse importante, in questa occasione, proporvi qualche idea per un bel volume da aggiungere alla vostra collezione.


Siete pronti/e a partire al nostro fianco per un'esperienza indimenticabile?


libri che parlano di città

"Passeggiate notturne" di Charles Dickens


Si tratta, probabilmente, del più grande ritratto della Londra vittoriana. In queste cronache, Dickens combatte l'insonnia perlustrando le strade sotto la luce tremolante dei lampioni a gas. Ne emerge una geografia emotiva potente, dove la città diventa un organismo vivente capace di generare profonda empatia o terrore.

Una lettura immancabile per tutti gli appassionati di Regno Unito, perfetto per gli studenti degli indirizzi linguistici.


Il canone classico: "De Architectura" di Vitruvio


Il testo sacro dell'architettura romana. Vitruvio fu la mente dietro la trasformazione di Roma da città di mattoni a capitale di marmo sotto Augusto. Qui troviamo tutto: dalle proporzioni delle colonne alle tecniche di riscaldamento, fino al celebre aneddoto di Archimede. Senza questo libro, il Rinascimento non sarebbe mai esistito.


Chiunque può apprezzare un’opera simile, ma non c’è dubbio che i ragazzi e le ragazze che frequentano il Classico oppure chi studia materie artistiche non potrà che restarne affascinato in modo profondo. E non dimentichiamoci, beninteso, le classi in partenza per la Capitale!


"Guardando indietro" di Edward Bellamy


Un romanzo fantascientifico del 1888 che ha cambiato la realtà. Il protagonista si risveglia nel 2000 in una Boston trasformata in paradiso socialista. Questa visione ispirò Ebenezer Howard a creare le "Città Giardino", un modello urbanistico che ha influenzato la costruzione di centri abitati in tutto il mondo, non soltanto quelli degli Stati Uniti.


"I 'Passages' di Parigi" di Walter Benjamin


Un'opera monumentale e ipnotica, rimasta incompiuta a causa del suicidio dell'autore in fuga dal nazismo nel 1940. Attraverso lo studio delle gallerie commerciali coperte di Parigi, Benjamin seziona l'ideologia borghese e i feticci della modernità, trasformando l'architettura in analisi sociale.


Ovviamente, anzi, ça va sans dire come direbbero i francesi, la letteratura ci offre un’infinità di altre opere che raccontano le vie di Parigi e le loro luci e ombre in modo magistrale: tra le tante, ricordiamo gli scritti del poeta maledetto per eccellenza, Charles Baudelaire, punto di riferimento della scena bohémien della splendida Montmartre.


I “Promessi sposi” di Alessandro Manzoni


Ambientato tra le strade dei comuni del lago di Lecco, Monza e Milano, il romanzo italiano più celebre e studiato del XIX° secolo è da sempre un must nei programmi scolastici, per ogni scuola e indirizzo. Senza i “Promessi sposi”, e senza il suo racconto doloroso e estremamente vivido dei vicoli di una Milano violenta e problematica più che mai, oggi alla nostra letteratura mancherebbe un pezzo fondamentale. E prima di un viaggio in compagnia dei propri compagni di classe e dei docenti accompagnatori, un approfondimento su questo capolavoro assoluto è più che d’obbligo.


Per lo stesso principio, com’è ovvio, può essere estremamente utile leggersi la Divina Commedia di Dante Alighieri in preparazione ad un viaggio in direzione Firenze, per quanto quest’opera richieda necessariamente una spiegazione dal proprio docente di italiano per essere compresa appieno.


La paralisi urbana: "Dubliners" di James Joyce


Se Dickens ha raccontato la crudeltà di Londra, Joyce ha immortalato la "paralisi" della grigia Dublino all'inizio del XX secolo. Per l'autore, la città non è solo un’ambientazione, ma una condizione mentale: attraverso queste quindici storie, Dublino diventa il centro di un'oppressione spirituale, religiosa e politica dalla quale i personaggi tentano disperatamente di fuggire, senza mai riuscirci davvero.





 
 
 

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